Carlo Odello

15 agosto 2011
by Carlo Odello
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Trovare lavoro in Cina? E’ un reality

Contrariamente a quanto si potrebbe credere, trovare lavoro in Cina non è sempre facile. Soprattutto se si cerca un lavoro qualificato, il che significa bussare alla porta di aziende esperte nella selezione di giovani candidati da trasformare in manager di successo.

Durante il mio ultimo viaggio in Cina, scorrendo la lunghissima lista delle emittenti cinesi, mi sono imbattuto in una trasmissione che è tra il reality e il romanzo di formazione. Si chiama Zhi Lai Zhi Wang, letteralmente Cercando Lavoro.

Chi sono i protagonisti? Da un lato 18 tra proprietari, amministratori delegati e manager di alto livello di aziende di primaria importanza sul mercato cinese. Dall’altro, uno alla volta, giovani che si propongono a queste aziende.

Il meccanismo è relativamente semplice: il candidato entra in studio, si presenta, indica che posizione vorrebbe ricoprire e quale stipendio si aspetta di ricevere. I 18 potenziali datori di lavoro esprimono immediatamente dopo un giudizio di gradimento: in breve ognuno dice se è interessato a continuare ad ascoltare il candidato oppure no.

Successivamente a questo primo giudizio, va in onda  un breve filmato sulla vita privata del candidato. Filmato che nelle intenzioni degli autori del programma dovrebbe aiutare i 18 potenziali datori di lavoro a inquadrare meglio il candidato stesso, ma che in realtà agisce di più su un coinvolgimento emotivo di questi signori che sul livello reale dell’informazione.

Naturalmente i 18 potenti possono esprimere la loro opinione e confrontarsi con il candidato, fargli domande, esprimere anche il dissenso rispetto ai punti trattati, talvolta in modo molto diretto. Ecco quindi una seconda scrematura: rimangono in gioco le aziende veramente interessate al candidato. Se queste sono nove o più (quindi almeno la metà di quelle iniziali) è il candidato stesso a indicare la sua preferita. Se al contrario sono meno di nove il candidato indica invece per quale non vorrebbe lavorare. Poi deve sperare che una delle altre aziende lo scelga e allora il tutto finirà con la consegna del contratto da parte dell’amministratore delegato dell’azienda nelle mani del candidato.

Come detto, il format del programma è un misto tra reality e romanzo di formazione. Al di là del lato emozionale, del filmato talvolta strappalacrime, si tratta comunque di una guida utile ai milioni di giovani che in Cina vogliono fare carriera: una chiara indicazione di come parlare e di cosa parlare quando si vuole entrare in una delle grandi aziende cinesi, sempre più potenti.

P.S. Per chi vuole invece entrare in Cina con il proprio caffè, stiamo ancora lavorando a Coffee Expo 2011, a Guangzhou, dal 23 al 27 novembre prossimi. Con un’area completamente dedicata all’Espresso Italiano, e uno specifico Caffè Italia, che promettono di regalare soddisfazioni.

Carlo Odello

17 luglio 2011
by Carlo Odello
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Espresso Italiano: un nuovo articolo su Roast Magazine

Roast Magazine è a mio avviso è tra le migliori, se non la migliore, rivista dedicata al caffè negli Stati Uniti (e nel mondo anglosassone più in generale). Mi è stato chiesto, insieme a Pasquale Madeddu di Caffè Umbria, di scrivere un pezzo sulle verità, mezze-verità e falsità che girano intorno all’Espresso Italiano.

L’articolo è uscito sul numero di luglio/agosto della rivista (per scaricare il PDF, cliccate qui). Tra le varie considerazioni che troverete nell’articolo, una mi sta a cuore in modo particolare. Anche in quest’occasione infatti non ho mancato di ribadire la superiorità sensoriale della miscela sul monorigine. Un tratto di mano italiana, che rappresenta un vantaggio competitivo per le nostre torrefazioni e di cui non dobbiamo dimenticarci mai.

Una considerazione che porto sempre con me e che riaffermerò con forza anche la settimana prossima quando mi troverò nuovamente a Guangzhou per tenere corsi e seminari dedicati all’Espresso Italiano. Un messaggio italiano in attesa del Coffee Expo 2011 che, sempre a Guangzhou, vedrà a novembre la presenza di ben 12 torrefazioni del Belpaese (chi vuole saperne di più, ne può leggere qui).

Carlo Odello

11 luglio 2011
by Carlo Odello
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Cina: non c’è business senza guanxi

La notizia della settimana per il food business  cinese è l’acquisto del 60% delle azioni della Hsu Fu Chi da parte di Nestlé. Un’operazione da quasi 1,4 miliardi di Euro che mette nella mani della multinazionale di Vevey un colosso dell’industria dolciaria e degli snack cinese. La Hsu Fu Chi, che ha 16.000 dipendenti, ha infatti chiuso il 2010 con un fatturato di 550 milioni di Euro.

Alla guida dell’azienda però non arriverà un uomo di Vevey, ma rimarrà l’attuale amministratore delegato e presidente, Hsu Chen. Una scelta che ha certamente delle valide ragioni legali, ma non solo. Ancora forte è in Asia la personalizzazione del business: potere dare un volto al proprio interlocutore è rassicurante. E, soprattutto, la persona con cui parliamo ha una rete di relazioni che ci può mettere a disposizione. E’ il cosiddetto guanxi.

Ecco quindi che la decisione di Nestlé di lasciare Hsu Chen al comando dell’azienda, sebbene la famiglia detenga ora una quota minoritaria, risponde a un requisito di guanxi: il business è nulla senza la relazione.

In ottemperanza a questa norma, noi stiamo intanto tessendo la tela delle relazioni dell’Espresso Italiano: sono già 11 le aziende che hanno aderito al Coffee Expo 2011 che si terrà a novembre a Guangzhou (per maggiori informazioni leggete qui) . Non c’è nulla di meglio che creare relazioni di fronte a un Espresso Italiano degno di questo nome.

Carlo Odello

6 luglio 2011
by Carlo Odello
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Promuovere il vostro espresso in Cina: come impostare i materiali promozionali

Procede bene la preparazione di Coffee Expo Guangzhou 2011. Le aziende che hanno già aderito, comprando uno stand o iscrivendo la miscela a Caffè Italia o entrambi, stanno lavorando ora sui materiali promozionali, punto fondamentale per partecipare con successo a una manifestazione di questo tipo. Una nota: c’è ancora disponibilità di posti, chi desidera si metta in contatto con noi.

Come preparare una brochure o un catalogo per il mercato cinese? Primo consiglio: il materiale va approntato, per quanto possibile, in cinese (mandarino). I cinesi parlano ancora poco inglese e comunque gradiscono, com’è ovvio, del materiale nella propria lingua, anche come segno di rispetto.

Per quanto riguarda i contentuti, riporto qui i punti principali, sperando possano essere spunti utili:

  • la storia dell’azienda: è utile per per dimostrarne la solidità e la serietà della vostra realtà. Vivendo in un’economia in continua evoluzione i cinesi sono colpiti da ciò che ha un storia e una tradizione (e d’altronde hanno loro stessi una storia di 5000 anni alle spalle). Utile anche indicare le aree del mondo che servite, per dare segno dell’internazionalità dell’azienda stessa e del suo sapere essere anche globale;
  • tutto ciò che può testimoniare la forza commerciale dell’azienda: il numero dei clienti, iniziative di comarketing con marchi noti, le referenze tra i clienti. In particolare è molto importante indicare se e quali realtà del segmento lusso servite: bar di alto livello, ristoranti di nome, hotel rinomati e così via. I vostri clienti di riferimento in Cina identificano l’espresso come un prodotto da intenditori: dategli delle buone ragioni per scegliervi;
  • tutto ciò che può testimoniare una social responsability forte: in particolare l’impegno per il sociale, molto gradito da parte della classe cinese più abbiente che tende ad avere un atteggiamento filantropico e quindi apprezza i brand che si muovo in tal senso.

Naturalmente il valore chiave più alto è l’italianità del prodotto: in un paese come la Cina in cui gli scandali alimentari (sofisticazione in primis) sono all’ordine del giorno, un prodotto europeo è vissuto come una garanzia di qualità, come una certezza sulla sicurezza alimentare e sul grado di affidabilità della marca.

Coffee Expo Guangzhou 2010

27 giugno 2011
by Carlo Odello
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Coffee Expo Guangzhou 2011: a inizio luglio in anteprima i protagonisti dell’Espresso Italiano

Dal 23 al 27 novembre Caffè Italia sbarca in Cina al Coffee Expo di Guangzhou. Un banco d’assaggio del caffè italiano nella più ricca provincia cinese, il cui tasso di crescita è dato all’8% per i prossimi cinque anni e il cui reddito medio è del 25% superiore a quello cinese in generale. Guangzhou è la porta della Cina: chi vende qui, avrà successo anche altrove.

All’inizio di luglio diffonderemo una newsletter agli operatori del mondo del caffè in Cina. Invieremo loro anche l’elenco di tutte le aziende italiane partecipanti: siete ancora in tempo per fare parte della più grande collettiva dell’Espresso Italiano.