25 gennaio 2012
by Carlo Odello
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Caffè Italia a Tokyo, Foodex 2012: aperte le iscrizioni al banco di assaggio dell’espresso italiano

Come anticipato a dicembre scorso, Caffè Italia, il banco di assaggio dell’espresso italiano, tornerà in Giappone a Foodex 2012 (6-9 marzo, Tokyo). E ci torna per la terza volta, segno di una bella continuità del progetto.

L’Estremo Oriente rimane a mio avviso l’area più sensibile all’espresso italiano. Giappone, Cina e Corea, le aree in cui stiamo lavorando, hanno culture alimentari raffinate e complesse in grado di apprezzare la varietà e le tipologie del nostro caffè. E la regionalità del prodotto può addirittura divenire un valore, così come lo è per i vini.

Ci sono alcune buone ragioni per iscrivere i propri prodotti a Caffè Italia:

  • è un’occasione di visibilità all’interno della principale manifestazione agroalimentare in Giappone: il vostro caffè con un macinadosatore dedicato, preparato e servito da baristi professionisti e inserito nella Carta dei Caffè distribuita a tutti i visitatori;
  • è una ricerca di mercato per voi: al termine della fiera ricevete il profilo sensoriale e il posizionamento rilevato presso i visitatori;
  • è un’occasione commerciale: un vostro referente potrà essere presente al banco d’assaggio per fornire ai visitatori le informazioni che desiderano.

Chi desidera maggiori informazioni può scrivermi a carlo.odello@absis.ws o contattarmi direttamente al 329 7941822.

Potete vedere le recenti edizioni di Caffè Italia, da quella di Guangzhou a quelle di Tokyo, New York e Parigi, sulla nostra pagina Facebook: www.facebook.com/TasteCaffeItalia. Sin d’ora un grazie ai partner dell’iniziativa, tra cui evidentemente l’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè – Giappone, ICE e Universal Marketing.

Carlo Odello

13 dicembre 2011
by Carlo Odello
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Espresso Italiano in Giappone: Caffè Italia a Foodex 2012 (Tokyo, 6-9 marzo)

L’Asia rimane a mio avviso il mercato più interessante per l’espresso italiano.

Con Universal Marketing, che organizzerà il padiglione italiano a Foodex 2012 (Tokyo, 6-9 marzo), stiamo progettando la terza edizione giapponese di Caffè Italia, il banco d’assaggio dell’espresso italiano.

Potete vedere le recenti edizioni di Caffè Italia, da quella di Guangzhou a quelle di Tokyo, New York e Parigi, sulla nostra pagina Facebook: www.facebook.com/TasteCaffeItalia.

Le aziende che desiderano maggiori informazioni su Caffè Italia a Foodex 2012 possono contattarmi a carlo.odello@absis.ws.

Carlo Odello

1 dicembre 2011
by Carlo Odello
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Espresso italiano in Cina: qualche idea dopo il Caffè Italia di Guangzhou

 

Si è appena concluso il Coffee Expo Guangzhou 2011, che è stata la sede per una nuova edizione di Caffè Italia, il banco d’assaggio dell’espresso italiano. Un’edizione che ha seguito quelle di New York, Parigi, e Tokyo (quest’ultima ormai alla seconda edizione) e che ha portato nella megalopoli di Guangzhou ben 16 miscele di tutta Italia (le trovate qui). E insieme al caffè anche sei torrefattori che hanno voluto essere presenti di persona con un proprio spazio.

Abbiamo posto in assaggio le diverse miscele per tutta la durata della fiera e raccolto su scheda il parere dei visitatori, grazie alla collaborazione con il Centro Studi Assaggiatori. Ci vorrà il dovuto tempo per elaborare i circa 1.400 assaggi codificati su scheda, ma una prima analisi mi porta a evidenziare almeno tre punti che credo possano essere d’interesse.

Il mercato cinese esprime un interesse notevole per il caffè, ma non ci esploderà tra le mani domani. Diffidare da chi promette quindi fatturati interessanti in tempi brevi. Lo sa bene chi già esporta, compresi i grandi marchi nazionali: ora è il momento dell’investimento, i ritorni sono attesi e sperati. Ripeto: attesi e sperati. Il che vuol dire che vale assolutamente la pena approcciare il mercato cinese, ma bisogna predisporre un budget per farlo e pensare che i guadagni arriveranno più in là. Il consiglio è comunque elaborare una strategia ed entrare, mettere un piede nella porta, prima che la porta con il tempo si faccia più piccola e il mercato richieda investimenti più forti.

Secondo punto: l’Italia piace, piace e piace. I cinesi confermano un’affezione particolare per il nostro paese. Non pochi si sentono rincuorati dal potersi confrontare con un paese di lunga storia come il nostro. E inoltre caratterialmente i cinesi e gli italiani hanno una buona chimica: sono molti più i punti di contatto che quelli di differenza reale tra le due culture. Da qui una personale raccomandazione: non tradiamo la fiducia dei cinesi nei nostri confronti, evitiamo di mandare caffè-spazzatura come purtroppo è successo su altri mercati.

Ultima considerazione: ai cinesi piacciono caffè di carattere, normalmente di acidità moderata e con un amaro definito ma non eccessivo, in genere prediligono un corpo intenso. Questo perché associano il caffè a un prodotto deciso. E inoltre il consumo è molto orientato a bevande a base di espresso in cui comunque il caffè deve distinguersi con chiarezza.

Cosa bolle nella pentola di Caffè Italia dopo questa prima fortunata edizione di Guangzhou? Stiamo già lavorando alla seconda edizione: la vorremmo ancora più B2B. Ne avrete presto notizia, ma chi volesse già sin d’ora indicarmi cosa gli piacerebbe fare al prossimo Caffè Italia, può scrivermi a carlo.odello@absis.ws.

Carlo Odello

15 agosto 2011
by Carlo Odello
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Trovare lavoro in Cina? E’ un reality

Contrariamente a quanto si potrebbe credere, trovare lavoro in Cina non è sempre facile. Soprattutto se si cerca un lavoro qualificato, il che significa bussare alla porta di aziende esperte nella selezione di giovani candidati da trasformare in manager di successo.

Durante il mio ultimo viaggio in Cina, scorrendo la lunghissima lista delle emittenti cinesi, mi sono imbattuto in una trasmissione che è tra il reality e il romanzo di formazione. Si chiama Zhi Lai Zhi Wang, letteralmente Cercando Lavoro.

Chi sono i protagonisti? Da un lato 18 tra proprietari, amministratori delegati e manager di alto livello di aziende di primaria importanza sul mercato cinese. Dall’altro, uno alla volta, giovani che si propongono a queste aziende.

Il meccanismo è relativamente semplice: il candidato entra in studio, si presenta, indica che posizione vorrebbe ricoprire e quale stipendio si aspetta di ricevere. I 18 potenziali datori di lavoro esprimono immediatamente dopo un giudizio di gradimento: in breve ognuno dice se è interessato a continuare ad ascoltare il candidato oppure no.

Successivamente a questo primo giudizio, va in onda  un breve filmato sulla vita privata del candidato. Filmato che nelle intenzioni degli autori del programma dovrebbe aiutare i 18 potenziali datori di lavoro a inquadrare meglio il candidato stesso, ma che in realtà agisce di più su un coinvolgimento emotivo di questi signori che sul livello reale dell’informazione.

Naturalmente i 18 potenti possono esprimere la loro opinione e confrontarsi con il candidato, fargli domande, esprimere anche il dissenso rispetto ai punti trattati, talvolta in modo molto diretto. Ecco quindi una seconda scrematura: rimangono in gioco le aziende veramente interessate al candidato. Se queste sono nove o più (quindi almeno la metà di quelle iniziali) è il candidato stesso a indicare la sua preferita. Se al contrario sono meno di nove il candidato indica invece per quale non vorrebbe lavorare. Poi deve sperare che una delle altre aziende lo scelga e allora il tutto finirà con la consegna del contratto da parte dell’amministratore delegato dell’azienda nelle mani del candidato.

Come detto, il format del programma è un misto tra reality e romanzo di formazione. Al di là del lato emozionale, del filmato talvolta strappalacrime, si tratta comunque di una guida utile ai milioni di giovani che in Cina vogliono fare carriera: una chiara indicazione di come parlare e di cosa parlare quando si vuole entrare in una delle grandi aziende cinesi, sempre più potenti.

P.S. Per chi vuole invece entrare in Cina con il proprio caffè, stiamo ancora lavorando a Coffee Expo 2011, a Guangzhou, dal 23 al 27 novembre prossimi. Con un’area completamente dedicata all’Espresso Italiano, e uno specifico Caffè Italia, che promettono di regalare soddisfazioni.

Carlo Odello

17 luglio 2011
by Carlo Odello
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Espresso Italiano: un nuovo articolo su Roast Magazine

Roast Magazine è a mio avviso è tra le migliori, se non la migliore, rivista dedicata al caffè negli Stati Uniti (e nel mondo anglosassone più in generale). Mi è stato chiesto, insieme a Pasquale Madeddu di Caffè Umbria, di scrivere un pezzo sulle verità, mezze-verità e falsità che girano intorno all’Espresso Italiano.

L’articolo è uscito sul numero di luglio/agosto della rivista (per scaricare il PDF, cliccate qui). Tra le varie considerazioni che troverete nell’articolo, una mi sta a cuore in modo particolare. Anche in quest’occasione infatti non ho mancato di ribadire la superiorità sensoriale della miscela sul monorigine. Un tratto di mano italiana, che rappresenta un vantaggio competitivo per le nostre torrefazioni e di cui non dobbiamo dimenticarci mai.

Una considerazione che porto sempre con me e che riaffermerò con forza anche la settimana prossima quando mi troverò nuovamente a Guangzhou per tenere corsi e seminari dedicati all’Espresso Italiano. Un messaggio italiano in attesa del Coffee Expo 2011 che, sempre a Guangzhou, vedrà a novembre la presenza di ben 12 torrefazioni del Belpaese (chi vuole saperne di più, ne può leggere qui).